Macerata   (13/4/2013)

Gli amici del Teatro Rebis organizzano a Macerata un raduno dal titolo "De figura".

L'incontro si tiene al teatro di Villa Potenza il giorno 13/4/2013.

Oltre a me sono invitati Patrizio Esposito, Attilio Scarpellini, Patrizio Dall'Argine e Rubina Giorgi.

La mia relazione prendeva spunto da questo dipinto di Francis Bacon:

Man with dog

Ed ecco un breve passaggio:

Dunque la domanda che vorrei porre è:
E’ sufficiente porre tra un attore ed il pubblico un telo bianco per far si che l’ombra di quell’attore diventi figura?
In genere è proprio così che si fa. Si prepara una scena poi si frappone un telo e il gioco è fatto, perché le ombre son belle di per sé: grazie alla loro essenza "oscura" sono portatrici naturali di dramma (e questo ben sapevano i registi cinematografici dell'espressionismo tedesco).
Ma se si vuole conferire al telo lo statuto di schermo e dare alle figure che su di esso si muovono una autonomia formale è necessario che gli attori si dedichino ad un lavoro fortemente antipsicologico, un lavoro innazi tutto tecnico, di movimento millimetrico, quasi astratto.
Posture, posizioni e movimenti devono rispondere esclusivamente alle esigenze delle fonti luminose e non dell'emotività attoriale.
Eppure, gli attori, quando sono protetti da uno schermo bianco raggiungono livelli di intensità sorprendenti.
Come mai?

 

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