Attore-Performer

Nel quasi 2018, più di quarant’ anni dopo le esperienze del teatro d’avanguardia e più di vent’anni dopo le teorie “postdrammatiche”, possiamo ancora leggere e addirittura dar credito ad un’affermazione del genere: «Il performer è colui che parla e agisce a suo nome (come artista e persona), rivolgendosi al pubblico in tale veste, mentre l’attore rappresenta il proprio personaggio e finge di non sapere di essere un attore di teatro. Il performer realizza una messa in scena del proprio io, mentre l’attore recita la parte di un altro»(Patrice Pavis)

Sono stupito dalla banalità di un simile pensiero. Ma in realtà non è neanche un pensiero, ma una definizioncina da dizionario.

E’ dai primi anni del novecento che ci si interroga sul rapporto attore-personaggio.

E. Vachtangov, in piena “reviviscenza”, comincia ad anteporre la figura della “persona” a quella del personaggio. Ma siamo nel 1915! Davvero si può pensare che dal 1915 ad oggi, circa la possibilità (e il dovere, direi) di affrancarsi dal personaggio non si siano fatti passi avanti?

Lo so che ha vinto il teatro di regia. Lo so. Craig e le sue marionette (che “super”, noi umani possiamo esserlo solo nei fumetti) imperversano. Ma la linea dell’attore-autore, dell’attore che “cita” (e ri-cita), che “presenta” e non rappresenta, oppure ancor di più, dell’attore che può passare con grazia dalla presentazione alla rappresentazione e viceversa in un unicum formale, ha avuto un suo sviluppo parallelo che arriva fino ai giorni nostri (non è un caso, ed è in tempi non eran sospetti, che Grotowski preferiva chiamare i sui attori "performer"). Oggi possiamo vedere attori che parlano e dicono molto più di se stessi che del personaggio che stanno presentando.

 

Non riuscirò mai a guarire dalla tentazione del “rispondere per le rime” e di getto (questa malattia si chiama parresìa), dunque proporrei una definizione dizionariale altrettanto stupida e superficiale. Direi che l’attore è depositario di un sapere scenico antico, di un mestiere che ha una dimensione pratica ed una teorica che lo costringe (con gioia) ad interrogarsi sugli elementi originari del concetto di “teatro”, mentre invece un performer no.

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