ANCORA SU PROCESSO E PRODOTTO (ma poi basta!)

Ancora mi ripeto, ma è l’ultima volta, lo giuro!

 

 

 

Le prove non hanno a che fare con il processo. 

 

Le prove sono il tempo dedicato alla ricerca del clima, alla composizione e all’ allenamento.

 

 

1 Ricerca del clima.

 

Sono gli attori coloro che dovranno sostenere onore e onere della replica. 

Gli attori sono persone. 

Le persone non devono essere le più brave, tantomeno le più “adatte”. 

Per quanto mi riguarda devono essere vive, pensanti, non giudicanti, capaci.

Ma soprattutto molto simpatiche.

Il clima è “l’aria che tira” sulla scena.

Non è scontato.

Va cercato (e trovato).

 

 

2 Composizione.

 

La struttura. 

La granitica definizione di un apparato. 

Lo spettacolo.

E’ questione squisitamente musicale.

 

 

3 Allenamento.

 

La preparazione all’incontro.

Attraversare leggeri, con un piede dentro e uno fuori.

E non troppo attraversare, perché se è troppo, poi va a finire che ci si ripete.

“Tutto sapere e tutto dimenticare”. 

(o anche: “impara l’arte e mettila da parte”)

Coltivare con sapienza l’incertezza.

Assurdo fare una filata “come se ci fosse il pubblico”.

E’ impossibile, oppure, se è possibile allora vuol dire che il pubblico non conta un cazzo.

 

 

E poi c’è “l’incontro”. 

 

Quando inizia il primo incontro inizia il primo processo.

Ed ogni replica è un incontro ed ogni incontro è un processo. La serie degli incontri è la serie dei processi (tutti qua e là differenti poiché vivi, nel bene e nel male).

Se ne deduce dunque che prodotto e processo coincidono.

Un po’ come spettacolo e teatro. 

Sono la stessa cosa si, ma non bisogna confonderli.

La replica è sia prodotto che processo.

E solo che qualcuno la intende più come prodotto e qualcun altro più come processo.

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